ESAME DI MATURITÀ: 7 “DRITTE” PER AFFRONTARLO AL TOP!

Come sostenere al meglio gli orali dell’esame di maturità o un colloquio di lavoro.

Il colloquio multidisciplinare dell’esame di maturità è considerato da molti la prova più difficile.

Durante la prova orale vi troverete faccia a faccia con professori che non avete mai visto prima.

Anche se in commissione è presente un membro interno alla scuola, che si aggiunge ai commissari esterni, e che avrà il compito, di norma, di presentarvi mettendo in luce i vostri punti di forza, l’ansia di dover rispondere a domande poste da persone estranee, e per di più su più materie e argomenti vari e ampi, è senza dubbio elevata.

E’ per questo che molti ragazzi mi scrivono (e anche qualche genitore, a dire il vero) per chiedermi come fare a contenere la paura, e come riuscire a superare questa importante prova con serenità e sicurezza.
Per tranquillizzare voi studenti, e i vostri genitori, ho deciso di scrivere quest’articolo.
Allora iniziamo, e … vento in poppa!

Per evitare il rischio di apparire troppo insicuri e timorosi durante la prova orale dell’esame di maturità , iniziate fin da ora ad allenarvi ad attuare le seguenti strategie.

 

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1. Studia con metodo e serietà

Lo so, questo che sto per dire non vi piace, ma prima risposta che ci viene in mente, la più scontata e immediata è questa: studia bene, informati, memorizza, fai mappe concettuali.

Ed è vero, il primo passo per assicurarsi un buon voto è impegnarsi per conseguire una buona preparazione. Nessuna prova importante si supera senza sforzo e senza lavorarci sopra.  Per chi ancora non avesse capito che crescere significa impadronirsi degli strumenti per affrontare le difficoltà che la vita, per sua natura, ci distribuisce, questo è il momento per recepire la lezione. Forse finora hai goduto troppo della protezione dei tuoi genitori, che amorevolmente si sono sempre dati da fare per offrirti il meglio.

Ma, da questo punto in avanti, devi imparare a fare da solo. Vedrai quanta soddisfazione si prova nel sentirsi sicuri della propria competenza e dei propri talenti! Anche per questo si chiama “ esame di maturità”, non credi?

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2. Impara a controllare il nervosismo

Lo studio è importante, si sa, ma non è tutto. A parità di preparazione, le performance possono essere anche molto differenti. Pensateci: quante volte avete visto qualcuno parlare in pubblico? Oltre ai contenuti, qual è la prima cosa che salta all’occhio?

Si, esatto: l’atteggiamento, la postura, la voce dell’oratore o dell’interlocutore.

Si può apprendere l’arte di parlare davanti ad altre persone e in situazioni di stress da prestazione, peccato che, a scuola, nessuno ce lo insegni.

Durante il percorso scolastico quest’aspetto della preparazione viene spesso trascurato, con il risultato che i ragazzi non sanno parlare in pubblico o davanti a un professore, sono impacciati nel rispondere e risultano insicuri o meno preparati di quanto non sarebbero in realtà. Specialmente alle superiori, al momento della maturità, questo può rappresentare un grande ostacolo per gli studenti che si trovano davanti a una commissione mista, di insegnanti conosciuti e che li hanno seguiti in un percorso durato anni, e di insegnanti nuovi, mai avuti prima, che non sanno nulla della loro personalità, del loro carattere e del loro percorso scolastico, e che quindi hanno maggiore difficoltà a giudicare una performance. Difficoltà che si aggrava, ovviamente, se il ragazzo seduto di fronte a loro manifesta evidente disagio e sta seduto sulla sedia come se scottasse, e con l’ardente desiderio di potersi alzare il prima possibile e mettere fine all’esame.disagio all'esame orale di maturità

A parità di contenuti, dunque, il voto di un’interrogazione, e quindi anche del colloquio dell’esame di maturità, può cambiare anche in base alla performance che uno studente fornisce dal punto di vista della comunicazione non verbale.

Nei corsi di PNL si dice spesso: “non puoi avere una seconda possibilità per dare una buona prima impressione di te”!

L’esame di maturità implica che tu sia anche in gradi di dare “una buona prima impressione”, appunto, ai commissari esterni che non ti conoscono.

Ecco perché è importante imparare fin da subito come gestire la paura, l’emozione, e la tensione nervosa, e come usare gli atteggiamenti del proprio corpo, e la propria voce, perché diventino dei veri e propri strumenti a nostro vantaggio, invece di farci perdere punti!

Certo, non è una cosa che si impara così, su due piedi.

Un aiuto valido è dato dalla padronanza della respirazione, come abbiamo già visto in questo mio articolo del blog, dedicato proprio alla paura di parlare in pubblico.

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3. Impara a conoscere il linguaggio del corpo

Imparare a conoscere e controllare, per quanto possibile, il proprio corpo e gli atteggiamenti istintivi che esso assume, è cosa utile non solamente durante il percorso scolastico, ma è necessaria anche nella vita lavorativa, al momento di un colloquio per un posto di lavoro, per esempio.

Immaginate due candidati seduti davanti a voi, con lo stesso percorso scolastico e universitario, buona conoscenza della lingua inglese, magari anche di una seconda lingua e numerose certificazioni in altri ambiti. Il primo però è seduto composto sulla sua sedia, gambe parallele e ben salde, avambracci poggiati sul tavolo, mani che si muovono al momento giusto, senza gesticolare in modo eccessivo, viso ed espressione rilassati e voce chiara e sicura; l’altro invece è seduto curvo e scomposto, quasi abbandonato sulla sedia, la voce fioca e tremante e gli occhi che guardano ovunque tranne che voi, che gli state facendo il colloquio. Non c’è neanche bisogno di dire quale dei due otterrà il posto, è ovvio.

Perché precluderci delle opportunità, solo perché nessuno ci ha insegnato come gestire il nostro corpo e la nostra voce, ma soprattutto le nostre emozioni? Non siamo tutti uguali, e alcuni di noi sono più portati a mantenere la calma in determinate situazioni e riescono ad apparire al meglio di sé.

Cosa fare, se non fai parte di questi pochi fortunati?

Beh, puoi scegliere se allenarti, magari sollo la guida di un professionista, per diventare più abile nel gestire la tua presenza fisica e la tua voce, o se rimanere per sempre a disagio o in tensione tutte le volte che ti capiterà di dover parlare in situazioni difficili, sotto lo sguardo di persone che ti scrutano e ti esaminano.esame di maturità colloquio

Una ragazza dell’ultimo anno delle superiori, mi obiettò, qualche mese fa: “perché devo fare un corso di comunicazione efficace, se poi magari col tempo e con l’esperienza certe cose finirò, probabilmente, col capirle da sola?”

Beh! Ognuno è libero di scegliere, si sa. Ma cosa è meglio scegliere?

Tutto dipende da quello che vuoi dalla vita.

Se vuoi restare nella mediocrità, puoi procedere per tentativi ed errori, e sperare di riuscire a scoprire da solo tutte le strategie, che altri hanno già imparato e che ti potrebbero insegnare in molto, molto, meno tempo.

Tutti, prima o poi, le imparano, alcune cose basilari.

Col tempo e con l’esperienza, collezionando fallimenti e successi, si raggiunge una certa consapevolezza delle leggi della comunicazione; ma questo, di solito accade verso il termine degli studi, spesso alla fine dell’università o addirittura durante la carriera lavorativa.

Ma, nel frattempo, quante buone occasioni sono andate in fumo?

E perché aspettare così tanto?quanto tempo hai per prepararti all'esame di maturità?

Imparare a gestire il vostro corpo non solo migliorerà la vostra performance, facendovi ottenere un voto più alto, ma migliorerà anche la fiducia in voi stessi e nelle vostre capacità: dopo aver affrontato brillantemente una prova per la quale avete studiato a lungo e duramente, veder ripagati i vostri sacrifici, e soprattutto sapere di aver condotto voi l’interrogazione vi darà la giusta motivazione e carica per affrontarne una successiva.

4 . Impara ad usare in modo efficace la tua voce

Non pensiate che chi sale sul palco a tenere un discorso in pubblico sia lì solo grazie a doti naturali: sì certo, magari si tratta di persone che gestiscono l’imbarazzo meglio di altre, o magari no.

In ogni caso quasi sicuramente hanno allenato le loro capacità per riuscire a interagire con i loro interlocutori e ad essere a loro agio davanti a tante persone estranee che li ascoltano.

Imparare a controllare e a usare a proprio vantaggio la comunicazione paraverbale, può fare la differenza.

 

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Quando stai esponendo un argomento, i colori della voce sono fondamentali. Immagina di ascoltare qualcuno che ti dice cose magari interessanti, ma lo fa con una voce piatta, monocromatica, cantilenata e poco scandita. Un po’ come quando, da bambini, si recitavano le famose poesie al saggio scolastico di fine anno.

Fatto da un bambino, ci riempie il cuore di tenerezza.come superare bene l'esame di maturità orale

Ma sentirlo da un adulto… Che noia, vero? Anche chi ti interroga durante l’esame di maturità, e che di studenti ne sente tanti, non solo te, proverà noia ad assistere ad una simile performance.

Cerca quindi di non apparire eccessivamente infantile (e quindi tutt’altro che maturo) agli occhi della commissione. Evita quindi i toni di voce lamentosi e cantilenati, tipici dei bambini, ed evita inoltre quegli atteggiamenti e comportamenti che potrebbero portarti a fare brutte figure e/o a farti apparire troppo insicuro. Al tempo stesso evita anche sfacciataggine e arroganza, perché la maturità di dimostra prima di tutto con un comportamento equilibrato.

Quando sei teso, la voce tende ad affievolirsi e a sparire. Per questo è importante, prevenire queste problematiche allenandoti già da ora a sfoggiare la tua voce migliore.

Non usare volumi troppo bassi, né troppo alti, evita di parlare con voce monotona, e non parlare di fretta. Prenditi tempo per respirare tra una frase e l’altra, in modo da avere anche modo di raccogliere le idee che deciderai di esporre e le parole più adatte. Non è necessario parlare veloci, perché ti mette a rischio di non scandire bene quello che stai per dire.

In un discorso, qualche piccola pausa non solo non guasta, ma a volte aiuta a mantenere alta l’attenzione di chi ti ascolta. L’importante è che sia breve, e non sia riempita da monosillabi, tipo uhm, ehm, eehh, oppure da parole come “cioè” e “allora” dette fuori luogo. Durante il colloquio dell’esame di maturità, non vagare con gli occhi in giro per l’aula, ma mantieni lo sguardo sui tuoi interlocutori, senza fissare però troppo tempo nessuno di loro; mostra un viso sereno, e respira tranquillamente prima di accorgerti che sei rimasto senza il fiato necessario per finire la frase.

Se sei di quelli che si “mangiano” le sillabe finali, fai attenzione, e scandisci ogni parola; cerca poi di evitare espressioni gergali e dialettali, che non contribuiscono certo a dare una buona impressione dell’esaminando.

Insomma, durante l’esame di maturità, è consigliabile tenere sotto controllo l’impulso a dire “bella zio” oppure “da paura”, “scialla”, “troppo forte” e via di seguito!esame di maturità: non usare espressioni gergali

Sono molte le strategie che si possono adottare, per una buona riuscita del colloquio dell’esame di maturità, facendo leva sul potere persuasivo della voce; il modo migliore per impararle è farsi seguire per qualche tempo da un voice coach: in questo modo potrai sperimentare ogni sfumatura vocale ed allenarti, sotto l’attento controllo di un professionista. Anche solo quattro incontri possono aiutarti a comprendere come lavorare in autonomia.

5. Sviluppa l’osservazione e l’ascolto consapevole

Il tempo stringe oramai, l’esame di maturità si avvicina, e dobbiamo recuperare in fretta eventuali carenze comunicative! Un esercizio utilissimo, e a costo zero, che consiglio sempre ai ragazzi del liceo, consiste nello sfruttare in classe ogni occasione, e sottolineo ogni occasione, per sviluppare un atteggiamento attento e osservativo durante le interrogazioni dei tuoi compagni.

Invece di giocare a tris col vicino di banco, o fare disegnini artistici sul diario della compagna, punta gli occhi e focalizza le orecchie sull’alunno che in quel momento si trova sotto torchio!

Prendi appunti, e compila per ogni interrogazione alla quale assisti la seguente scheda di rilevazione del Linguaggio del Corpo e del Paraverbale, che puoi facilmente scaricare inserendo la tua email nel form.

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Otterrai così in breve un nutrito fascicolo ricco di atteggiamenti vocali e del corpo da evitare, oppure da incrementare.

Questo esercizio, nella sua semplicità, è davvero potente, perché ti consente di sfruttare gli strumenti che la natura, saggia e previdente, ha messo a nostra disposizione, tra cui i famosi neuroni specchio.

Mettiti d’accordo con qualche tuo compagno di classe, in modo da scambiarvi le osservazioni: vi potrete essere di aiuto vicendevolmente, scambiandovi feedback e suggerimenti.

Vedrai che in poco tempo farai notevoli passi in avanti. Devi metterci impegno, però.

Fai una simulazione dell'esame di maturità con i tuoi amici

6. CIAK, si gira

A questo punto sei pronto per passare allo step successivo, che per di più è divertente.

Organizzati con i tuoi amici, e mettete in scena alcuni esercizi di simulazione, dove, a turno, reciterete la parte dei commissari esaminatori e dell’esaminato.

Sperimenta tutte le possibili situazioni, soprattutto le ipotesi più difficili che ti potrebbero capitare. Vedrai che, mettendo in scena i tuoi “incubi peggiori”, la tensione nervosa diminuirà, e, grazie a questo gioco di finzione, riuscirai ad affrontare l’orale dell’esame di maturità con molta più sicurezza e tranquillità.

Se poi vuoi proprio mettere la ciliegina sulla torta, fai qualche video delle vostre simulazioni, e poi, guardatele insieme aiutandovi a vicenda a individuare le aree da migliorare. E non dimenticare i pop corn!

7. Impara a interrogarti sui tuoi “perché”

Ci vuole tempo, è vero, ma non possiamo delegare a nessuno le scelte per il nostro futuro. E’ dovere di ognuno interrogarsi sui propri talenti e sui propri perché, se si vuole arrivare da qualche parte nella vita. Queste riflessioni si ricollegano direttamente alla tua motivazione nell’affrontare o nello studiare determinate materie.

Spesso l’insicurezza o incapacità di gestire le tue emozioni ti frena dal prendere parte a un progetto, dal rispondere a una domanda o anche dall’essere più propositivo durante le lezioni o i compiti in classe. Questo ha un grosso impatto sia sulla tua motivazione, sia sulla selezione che fai dei tuoi interessi. Può capitare, infatti, che un ragazzo molto portato per una disciplina, nella quale però è richiesta un’attiva partecipazione che lo mette a disagio, la trascuri, per timore di mettersi in gioco, a favore di altre materie più passive, rinunciando così a un talento che magari può rimanere inesplorato.esame di maturità: per superarlo studia con impegno

O ancora, a volte può capitare di attraversare momenti in cui si è meno motivati a studiare e a concentrarsi su una materia piuttosto che un’altra. In quei momenti è facile scoraggiarsi, anche perché, di nuovo, non abbiamo ricevuto gli strumenti per affrontare tale situazione: spesso gli studenti si sentono sotto pressione e soprattutto quelli che ci tengono di più si ritrovano a colpevolizzarsi se in alcuni periodi riescono a rendere meno di quanto non hanno fatto in altri momenti dell’anno scolastico.

Molti docenti in realtà capiscono che esiste, nell’arco di un anno scolastico, un calo fisiologico nell’attenzione di uno studente, che presto ritornerà a rendere gli stessi risultati di prima, ma altri invece si aspettano sempre lo stesso livello di concentrazione, ed è qui che entra in gioco la motivazione di un ragazzo che, se solidamente consapevole delle proprie capacità, è in grado di affrontare un momento di calo di interesse nei confronti di una materia, senza lasciare che questo influisca sulla sua preparazione generale, o sui risultati ottenuti fino a quel momento.

Ovviamente, in questo uno studente ha bisogno di essere guidato, lavorando sulla propria motivazione e sulle sue predisposizioni e talenti.

Spesso nell’ambiente scolastico viene trascurato il potenziale di apprendimento dei ragazzi, che avrebbero invece bisogno di un sostegno, sia per scoprire quali sono i loro reali interessi, in modo così da sapersi indirizzare anche al termine delle superiori, considerata la specificità dei test d’ingresso in quasi tutte le università italiane, sia per affrontare al meglio il percorso scolastico, andando a prendere in considerazione i punti deboli per rafforzarli e eventualmente trasformarli in punti di forza. Questo lavoro di crescita interiore, può davvero fare la differenza, non solo nelle interrogazioni o nei compiti, ma anche a lungo termine, all’università, sul posto di lavoro o nella vita di tutti i giorni.

classe

 

In particolare, se pensiamo ad esempio al periodo successivo alla maturità, al momento dei test d’ingresso nelle università, quello che viene richiesto ai ragazzi non è solo un’ampia conoscenza di svariati argomenti, spesso neanche affrontati durante il percorso scolastico svolto, ma anche un atteggiamento propositivo, nervi saldi, fiducia in se stessi, determinazione e motivazione. Serve tutto questo sia per affrontare il momento che precede i test, sia quello che li segue, dove spesso si realizza che non è possibile essere stati accettati ovunque; oppure nel momento in cui bisogna scegliere tra due facoltà diverse ma che magari affascinano allo stesso modo. In simili momenti, aver lavorato sulla motivazione e sulla fiducia in se stessi è sicuramente fondamentale per prendere la decisione giusta, con la consapevolezza di quali siano le proprie predisposizioni e attitudini.

Conclusioni

Nonostante il percorso scolastico spesso non affronti tematiche, quali la motivazione e il linguaggio non verbale e paraverbale, in modo mirato e sistematico, esistono altre modalità per ottenere tali competenze ed esplorare certe tematiche.

Oggi esiste una valida opportunità: quella di seguire un corso di coaching per gli studenti, facilmente fruibile via skype direttamente da casa tua, è sicuramente una valida proposta in alternativa ai vecchi metodi fai da te, che non porterebbero agli stessi risultati.in bocca al lupo per gli esami!

Questo corso, che non ha nulla a che vedere con le vecchie “ripetizioni”, perché si focalizza sui processi e non sui contenuti, vi permetterà di essere seguiti individualmente. Si affronteranno insieme al coach, sia i vostri dubbi che i vostri meccanismi e leve di apprendimento, passo dopo passo e in modo mirato e fatto su misura per voi, garantendovi una maggiore serenità e consapevolezza di voi stessi nel vostro percorso formativo, e dandovi in breve tempo degli strumenti per crescere in autonomia.

Come sempre vi invito a condividere i vostri pensieri e le vostre domande scrivendole qui sotto.

… E quando vi dicono: “In bocca al lupo“, fate come me.

Rispondete: “W il Lupo“!

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