PENSI DI AVERE UNA BRUTTA VOCE? NON TI SCORAGGIARE!

Hai una “brutta voce”? Trasforma i tuoi limiti in punti di forza

La strada per il successo …

Winston Churchill sosteneva che “Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo” e molti sono oggi gli artisti, imprenditori o inventori affermati che costituiscono un esempio vivente di ciò che il grande primo ministro inglese disse.

In particolar modo nell’industria della musica, sono numerosi i cantanti ai quali le case discografiche hanno negato la produzione di dischi, o non finanziato progetti perché non vedevano in loro del potenziale; cantanti che prima di riuscire nella loro carriera, sono passati per la strada del fallimento e dell’insuccesso e che prima di diventare i rispettati, acclamati e famosi artisti oggi da noi tutti conosciuti, si sono sentiti dire no e sono stati respinti molteplici volte. Come si spiega un tale fenomeno? Come è possibile che da una serie di fallimenti possa alla fine scaturire un successo?

Soprattutto nel mondo della musica, dal momento che si parla al cuore della gente e non alla testa,  per incantare il pubblico e conquistare i fan, la cosa più importante alla quale il cantante deve ambire, non è, come molti ingenuamente pensano, il raggiungimento di una voce ‘bella’ e tecnicamente perfetta.

 

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Anzi, ciò che è fondamentale per il successo è esprimersi attraverso una voce che trasmetta emozioni forti e colpisca diretta al cuore di coloro che ascoltano.

E questo è anzi reso, paradossalmente, più semplice quando il cantante possiede un timbro di voce particolare e uno stile riconoscibile. Quella che potrebbe facilmente essere definita come un “brutta voce”!

Ci si differenzia dagli altri tanti artisti presenti sul panorama internazionale, facendo leva su qualità e peculiarità che hanno poco a che vedere con la perfetta padronanza della tecnica vocale. Perciò, anche quella che è tecnicamente classificabile come una brutta voce, piena di difetti e/o limiti, può diventare una voce “che emoziona” chi l’ascolta, se sostenuta un temperamento artistico di spessore.

Ecco come si spiega infatti l’enorme successo di molti cantanti dal timbro unico e originale quali Gianna Nannini, Macy Gray, Giusy Ferreri, Eros Ramazzotti o Mario Biondi. Molte volte il talento e la bravura di questi artisti sono stati messi in dubbio proprio a causa della particolarità del loro timbro di voce: una voce eccessivamente roca, nel caso di Mario Biondi e Gianna Nannini, o una troppo nasale, in quello Giusy Ferreri e Eros Ramazzotti.

 

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Mentre inizialmente queste peculiarità erano considerate alle orecchie di un pubblico, ancora non abituato, e non affezionato a tali voci, un difetto della voce dell’artista (poiché si palesavano essere dei timbri ‘sporchi’, spesso non pienamente padroneggiati, o quantomeno ‘diversi’), sono in seguito diventati le doti artistiche per eccellenza,  veri e propri marchi di fabbrica, che hanno creato quello stile inconfondibile che con il tempo li ha resi famosi a livello internazionale e nazionale.

Diamo un’occhiata in giro…

Alcuni tra gli esempi più lampanti sono:

U2: Quando nel 1976 ancora adolescenti hanno presentato il loro primo singolo alla casa londinese  RSO records, gli U2 furono respinti con la mera spiegazione che la “loro musica non era appropriata per lo stile della casa discografica.” In seguito, hanno firmato un contratto per la Island Records, che pubblicò il loro primo  singolo “11:00 Tick Tock” con risultati strepitosi  a livello internazionale: il resto è storia.

Madonna:  anche la regina del pop ricevette una lettera di rifiuto dal presidente della Millennum Records, che affermava che il disco presentato non era all’altezza. Così la cantante cercò un’altra casa discografica che pubblicasse il suo album che presumibilmente non era “valido” e firmò un contratto con la Sire Records, nel 1982: Vendette oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo.

Prince:  il primo album venne pubblicato quando lui aveva solo 19 anni; ma dovrà attendere fino al 1984 per vedersi attribuire, all’età di 26 anni, il meritato riconoscimento, con “Prince and the revolution”.

 

 

Hai una brutta voce? Puoi cantare lo stesso

 

Macy Gray: da piccola veniva presa in giro per la sua voce opaca, rasposa e strana, i suoi compagni di classe le facevano spesso il verso e questo portò la piccola bambina dell’Ohio a smettere si parlare in pubblico. Proprio quella sua voce strozzata e sorda, che mai l’ha fatta sentire a suo agio durante l’infanzia e negli anni della adolescenza, ha reso oggi Macy Gray una delle più singolari cantanti del rhythm’n’blues americano.

Le storie di questi cantanti ci insegnano a essere vincitori, a combattere con entusiasmo e perseveranza per qualcosa in cui crediamo veramente, a non lasciarci demoralizzare da una porta in faccia, un disco non pubblicato o un fallimento, ma a imparare a rialzarsi sempre da ogni caduta più forti di prima, a imparare a perdere, senza mai a perdere la lezione e a lottare per arrivare al successo. E a tutti i cantanti emergenti, e aspiranti tali, che non credono che la loro voce possa piacere perché caratterizzata da un timbro “diverso”, troppo particolare, e forse poco incline a essere “domato”, voglio ricordare che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”.

E cosa ci piace? Io direi: “ciò che ci emoziona“! Cioè ciò che risuona dentro di noi in un modo così particolare da mettere in vibrazioni le corde del nostro cuore.

 

anche una brutta voce può diventare bella

 

Ad ogni problema, la sua soluzione!

Nella mia esperienza, prima di tutto personale, e poi di didatta, ho incontrato tanti giovani (e anche meno giovani!) che avevano passione per il canto, ma per vari motivi non avevano ancora potuto esprimere questa loro vena artistica!

Uno dei principali blocchi era la convinzione di avere una brutta voce!

E’ vero che a volte sono i giudizi aspri che ci inviano dall’esterno a bloccarci e a creare in noi l’idea di non essere all’altezza dei nostri sogni. Ed è vero anche che noi siamo i primi ad essere critici nei nostri stessi confronti.

Non ci credi? Guardati allo specchio? Ti piacciono i tuoi capelli? O li vorresti diversi? E i tuoi occhi? E cosa ne pensi del tuo aspetto?

Che effetto ti fa ascoltare la tua voce registrata? Ti piace oppure pensi che sia una brutta voce?

Ed è qui che interviene il voice coach. Ma chi è, e soprattutto, cosa fa un voice coach?

 

pensi di avere una brutta voce

 

Il voice coach, o vocal coach che dir si voglia, è un professionista che va oltre il puro insegnamento del di canto. Essendo un coach si pone soprattutto come un “mentore”, cioè una guida che non solo ti insegna a conoscere, utilizzare e curare il tuo strumento (la voce), ma in più può consigliarti il repertorio più adatto, aiutarti a sviluppare le tue doti artistiche e a valorizzare la tua personalità canora.

la differenza è sostanziale.

Laddove un insegnante di canto si prefigge come obiettivo quello di allineare i suoi allievi ad uno standard tecnico e qualitativo considerato “ottimale”, per cui spesso si trova in difficoltà quando affronta l’educazione di una “voce ribelle” (con la conseguenza che molti insegnanti rifiutano come allievo/a chi vorrebbe imparare a cantare, ma si trova a partire da una posizione di svantaggio a causa della sua presumibile brutta voce), il voice coach prende atto non solo dei problemi, ma anche delle qualità e dei sogni del suo coachee, e lo aiuta realisticamente ma anche ottimisticamente, a realizzare i suoi obiettivi nel modo più aderente alla sua natura.

Perché, se senti dentro di te che “il tuo Cuore vuole cantare” non sarà certo un’apparente brutta voce a fermarci!

Questo è il mio ruolo, e questo è il motivo per cui sono adesso qui con te, pronta a seguirti nel tuo percorso di consolidamento della tecnica vocale, a sostenerti quando gli altri ti scoraggiano, e a credere in te quando, Tu per prima, non ci credi.

3 pensieri su “PENSI DI AVERE UNA BRUTTA VOCE? NON TI SCORAGGIARE!

  1. Pingback: Anna Maria Di Lorenzo IMPARARE A CANTARE DA ADULTI: È POSSIBILE? - Anna Maria Di Lorenzo

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