PAURA DI PARLARE IN PUBBLICO? SCOPRI PERCHE’

Non importa se siano poche o tante le persone che ci puntano gli occhi addosso: tutti (chi più chi meno) proviamo una certa paura nel parlare  in pubblico.

“Sapere da dove ha origine un problema, è il primo passo per superarlo”

L’articolo che ho deciso di scrivere oggi per voi riguarda la paura di parlare in pubblico, che da molti sondaggi risulta ancora una delle paure più diffuse tre le persone.

Dimmi la verità, è successo anche a te, magari ad una semplice riunione di condominio, di sentire il cuore battere più forte, una strana sensazione di caldo/freddo che alternativamente ti pervade, il respiro che diventa affannoso e la voce che trema, e esce a intermittenza come le luci dell’albero di natale.

Paura di parlare in pubblico ebook

E quella tossettina poi … che ti obbliga a schiarirti al voce spesso e volentieri …

Ma non ti abbattere! Anche i più bravi ed esperti oratori hanno provato timore le prime volte, e anche chi nega di aver paura, dentro di sé sa bene che, gli istanti prima di affrontare/confrontarsi col pubblico, sono carichi di emozioni, che col tempo, e con gli opportuni accorgimenti, possono diminuire come sensazione di disagio, fino a trasformarsi in uno stato di “eccitazione positiva” che ti carica e fa sentire entusiasta e pronto a dare il meglio di te.parlare in una riunione di lavoro

Coma mai una simile prova ci mette così tanta paura? Eppure, cosa ci può succedere di tanto grave? Non è forse più pericoloso, anche se fa meno paura, mettersi in macchina per affrontare un viaggio?

I motivi sono molto interessanti da esaminare.

In quest’articolo ho deciso di focalizzarmi su uno solo, e, per farlo, partirò da un famoso e interessante strumento, ideato nel 1955: la “Finestra di Johari”.  http://communicationtheory.org/the-johari-window-model/

Questo modello prende il nome dalle prime lettere dei nomi dei suoi inventori: gli psicologi americani Joseph Luft e Harry  Ingham.

Lo schema ci aiuta a comprendere, e quindi migliorare, alcune dinamiche (e le loro evoluzioni) di comunicazione interpersonale attinenti al gruppo.

Lo schema è composto di una tabella suddivisa in quattro quadranti.

In verticale si individuano le informazioni che la persona ha (o non ha) di se stesso riguardo agli aspetti del suo carattere, agli atteggiamenti, alle capacità e conoscenze, alle emozioni e alle impressioni da lei trasmesse volontariamente agli altri.

In orizzontale invece troviamo ciò che gli atri sanno, o ignorano di noi (inteso in senso globale: carattere, conoscenze, emozioni, capacità e impressioni da noi trasmesse più o meno consapevolmente). Queste due dimensioni, combinate tra loro, portano alla definizione di quattro aree, indicate nel disegno sottostante.

perchè abbiamo paura di parlare in pubblico

  • Il riquadro numero 1, viene definito“Arena”, o area pubblica e indica le informazioni che sono ben visibili e note sia a me che agli altri.  Questa zona ha un’ampiezza variabile, a seconda del contesto nel quale ci si trova. Un alunno di una classe, il componente di una squadra affiatata, un collega che lavora in ufficio da anni, un vecchio amico di comitiva, di solito lascia serenamente trasparire molte cose di sé, perché si sente al sicuro in quel gruppo.

 

  • Il quadrante numero 2, detto anche“Facciata”, o area privata, include quelle informazioni che la persona conosce di sé ma alle quali non lascia accedere gli altri. All’interno di un gruppo affiatato, le persone sono disponibili a ridurre questa area a favore della prima. Ma in un contesto formale, come quello tipico del public speaking, di una presentazione di lavoro, di una conferenza, o anche di una riunione di condominio, le cose vanno in modo diverso.

perchè abbiamo paura di parlare in pubblico

Ci teniamo a fare bella figura, e a non lasciar trapelare quelli che riteniamo essere i nostri “punti deboli”, cose di cui potremmo vergognarci se tutti lo venissero a sapere.

E questo è già un primo motivo di tensione e imbarazzo. Cerchiamo di controllarci per evitare di dire o fare cose che non è il caso, invece, di esternare.

coinvolgere il pubblico ebook

Ma andiamo avanti, perché adesso le cose si fanno interessanti.

  • L’area numero 3 è detta“Ignoto” o anche area dell’inconscio. Qui vi sono celate quelle informazioni sconosciute a tutti, sia al soggetto, sia agli estranei. Accedere agli elementi qui conservati è davvero cosa ardua. Di norma, non ce ne preoccupiamo, perché sappiamo che, tanto, queste informazioni non sono accessibili a nessun ospite indesiderato.

paura di parlare in pubblico: area cieca

  • Nel settore numero 4, chiamato“Punto Cieco” o area cieca , vi sono rappresentate le informazioni che sono note agli altri, ma sono sconosciute alla persona stessa. Eh già, perché gli altri, dalla postazione privilegiata di osservatori esterni, vedono di noi cose che noi stessi non possiamo vedere, se non facendoci rispecchiare proprio da loro.

Un esempio banale. Se non esistessero specchi, tu non potresti sapere di che colore hai gli occhi: avresti bisogno di fartelo dire dagli altri.

Torniamo adesso al il tema di questo articolo. Comprendi perché abbiamo tanta paura i parlare in pubblico?

Abbiamo timore di fare qualche gaffe, di apparire poco preparati, insicuri, goffi, perché sappiamo che gli altri, in simili occasioni, potranno vedere di noi cose che noi per primi non possiamo vedere. La paura di parlare in pubblico, così come quella di esibirci in un concerto o in uno spettacolo teatrale, nasce dal non poter decidere né controllare che cosa lasciar trapelare di noi, e cosa invece tenere nascosto, e di conseguenza dal non poter controllare il giudizio che gli altri avranno di noi.paura di parlare in pubblico nasce dal non avere il controllo

L’unico modo che abbiamo per diminuire questa zona che ci procura preoccupazione (e timore di esporci ad eventuali critiche), è acquisire quante più informazioni possiamo su questa area cieca. E questo è possibile solo attraverso il feedback che ci perviene, più o meno volontariamente, dagli altri.

Anche per la voce vale un principio analogo, perché la tua voce, ascoltata da te, che sei costretto a basarti per forza di cose principalmente sull’orecchio esterno, non è la stessa voce che sentono gli altri.

Anche qui il giudizio di un osservatore esterno ti è indispensabile per avere un’idea di “come” ti percepiscono gli altri.

Comprendi adesso perché l’unico modo di migliorare, e superare la paura di parlare in pubblico è, appunto, parlare in pubblico?

Comprendi per di più quanto sia indispensabile il supporto di un voice coach, esperto di dinamiche di comunicazione, per diminuire questa fastidiosa sensazione di ansia? Il tuo consulente ti fornirà un feedback, protetto e privato, prima che tu ti esponga al giudizio del pubblico. Col tempo e con l’esperienza quest’area tenderà a diminuire, perché tu imparerai a conoscere te stesso così bene che saranno poche le cose che sfuggiranno al tuo controllo. E quelle poche, non ti creeranno troppi problemi, poiché ti sarai allenato, nel frattempo, a fronteggiare gli imprevisti.

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A presto.

AnnaM

 

Un pensiero su “PAURA DI PARLARE IN PUBBLICO? SCOPRI PERCHE’

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